Ricordi

Oggi, improvvisamente, mi sono ricordato di alcuni momenti della mia vita a Pechino.

Inverno del 2007, particolarmente rigido, durante il fine settimana mi sono recato in banca perchè dovevo pagare delle bollette. La coda, ovviamente, lunga.

Trovo un posto a sedere davanti ai monitor che indicavano il numero attualmente allo sportello.

Non mi accorsi, assorto nei miei pensieri com’ero, del signore anziano che mi sedette di fianco.

Stavo leggendo, giusto per passare il tempo, qualche documento che mi serviva per lavoro quando, con la coda dell’occhio, mi accorsi che quel signore mi stava guardando, anche lui con la coda dell’occhio.

All’inizio pensai “possibile che in una città come questa non abbia mai visto uno straniero?”.

Ma poi decisi di sorridergli….ed ecco che inizia la conversazione.

In uno stentato inglese mi saluta, e quindi io gli rispondo in cinese per cortesia.

Insomma, per farla breve, iniziammo a parlare con lui che, dopo le domande di rito relative alla mia provenienza, a cosa facevo in Cina e se mi piaceva il suo paese, partì con un monologo sulla sua giovinezza, parlandomi dell’era di Mao descrivendolo come quel bastardo che era (a bassa voce però….) e descrivendomi quanto era difficile ma anche quanto più semplice sotto certi aspetti era la vita!

Non potevo far altro che ascoltare, dato che all’epoca la mia conoscenza della lingua non era sufficiente.

IL caro vecchietto, per parlare con me, perse il suo turno. Non ci fu modo che gli permettessero di passare avanti.

Anche questa è la Cina, anziani desiderosi di aprirsi al mondo esterno che, con un coraggio degno di nota, cercano di parlare con stranieri, anche solo per curiosità, dato che la diffusione delle notizie in Cina è come tutti sanno filtrata dalla censura.

Da quel momento cominciai a prestare più attenzione, prima per curiosità e poi per motivi famigliari, essendomi fidanzato e poi sposato, al modo in cui vengono trattati gli anziani in Cina, ed al loro ruolo nella società.

Bisogna passarci un po’ di tempo per comprendere il fenomeno e capire l’estrema centralità dell’anziano nella società cinese odierna (e passata, e futura…). Loro sono i surrogati dei genitori, costretti a migrare per lavoro e a lasciare indietro i figli nelle campagne natie, sono i custodi di uno stile di vita semplice e frugale che oggi non è più di moda. A loro viene concesso uno status particolare, quasi reverenziale, che noi da tempo abbiamo dimenticato.

E’ bello, e me ne rendo sempre più conto anche quando passo i miei momenti liberi dopo le fiere a cui partecipo in Cina, vedere i nonni ed i nipotini giocare nelle piazze delle città con gli aquiloni, culle che vengono spinte da questi nonni spesso vestiti con una specie di pigiama, incuranti dell’ambiente circostante….

Vedere queste cose mi fa tornare bambino, e mi fa dimenticare le tensioni della giornata passata a discutere con i clienti.

Fateci caso, quando e se avrete l’opportunità di recarvi in Cina. Non fermatevi all’apparenza caotica delle città. La Cina è anche calma e sensazione che il tempo non passa.

 

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