Dei delitti e delle pene

Perdonatemi questo titolo forse un po’ esagerato: ma la notizia ed il problema che vorrei affrontare oggi mi ha fatto venire in mente il titolo dell’Opera di Beccaria!

Quando si parla di bambini, in teoria non si dovrebbe dover parlare di delitti e di pene. Eppure, la storia che sta circolando sul web cinese, relativa ad una donna della Provincia Cinese dello Henan che ha adottato centinaia di bambini di strada, purtroppo porta a un “delitto” e alle “pene” necessarie.

La donna, nel corso degli anno, ha adottato parecchi bambini di strada, in questo modo sopperendo alle notorie lacune del Governo Cinese in materia ma, purtroppo, un incendio della natura ancora ignota, ha ucciso 7 bambini, ferito un altro, portato al ricovero della donna e a conseguenze giudiziarie, presumibilmente penali, per la stessa.

Se c’è un delitto, come la morte di 7 bambini, anche se colposo, è ovvio che ci debba essere una pena. Ma quello che non dovrebbe esserci è l’avvio della macchina della propaganda ipocrita governativa che lancia un’indagine a 360° sugli orfanotrofi privati, sulla loro sicurezza, lanciando addirittura accuse di “commercio” di bambini!

Se dovesse essere appurato da serie indagini che la donna si è macchiata di qualche crimine, è ovvio che va punita col massimo della pena, trattandosi di bambini. Ma quello che è sbagliato in questa storia (come in mille altre simili), è quanto sta dietro.

Dietro ci sta la totale carenza di norme a tutela di bambini di strada, dei figli dei “migrant workers” che non hanno il diritto a frequentare scuole pubbliche nelle zone dove lavorano i genitori, dei cosiddetti “bambini neri”, ovvero quelli che non sono registrati alla nascita dai genitori poveri per via delle leggi sul figlio unico e che quindi devono trascorrere la loro esistenza in un limbo.

Questo è sbagliato! Lo è ingannare l’opinione pubblica facendo credere che  si vuole cambiare qualcosa, quando in realtà, non si cambia nulla!

Quasi giornalmente si leggono nei media non ufficiali cinesi notizie di incidenti che coinvolgono bambini. Incidenti con scuolabus sovraccarichi guidati da neopatentati (settimana scorsa), rapimenti di neonati o meno per rivenderli a famiglie di regioni depresse (cosa che avviene anche con le donne) e via dicendo.

Forse è vero che ci vuole sempre il morto affinchè cambi qualcosa, ma ho paura che questi morti, come tanti altri, cadranno nell’oblio generale, e le loro morti saranno state vane.

 

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