La fine del Chinglish?

Il “Chinglish”, traduzione bizzarra troppo letterale dal Cinese all’Inglese, è un fenomeno con cui chiunque si sia recato in Cina si è scontrato.

Sono soprattutto insegne di negozi o, ancora meglio, i menù di certi ristoranti a proporre traduzioni di piatti fantasiose.

Capita però di trovare anche cartelli stradali del tipo “non calpestare l’erba” o cartelli nelle metropolitane che ti fanno sorridere.

Ora che la Cina sta sempre di più modernizzandosi e occidentalizzandosi (non che uno sia sinonimo dell’altro), almeno a Pechino si rischia di veder scomparire questo tipo di cartelli. Da una parte. ovviamente, almeno per quanto riguarda i negozi, è un sollievo per i visitatori non abituati ad interpretare i messaggi subliminali della traslitterazione dal Cinese all’Inglese. D’altra parte però, è un peccato! Prima di tutto perchè si cancella un’altra parte caratterizzante del folclore cinese, e poi perchè è come pulire il pavimento buttando la polvere sotto il tappeto.

Infatti, se un viaggiatore può aspettarsi di non riuscire a comunicare completamente entrando in un negozio o in un ristorante con un’insegna o un menù chinglish, se invece lo trova in corretto Inglese? Ragionevolmente si aspetta di poter comunicare…ed ecco che si becca una bella delusione!

Se questa è la globalizzazione…..ne farei volentieri a meno! Viva le differenze!

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