Stress e competitività

Spesso si sente dire che gli Orientali sono tutti uguali…a parte la stupidità dell’affermazione, dati alla mano, nulla è più falso.

C’è un tratto che accomuna i principali Paesi del Far East (Cina, Corea e Giappone), ed è la forte competizione in tutto fin da giovani per potersi accaparrare un buon posto in una scuola, un buon posto di lavoro, una moglie…

Tuttavia questi 3 Paesi, pur avendo in comune la competitività, differiscono nel modo in cui combattono o comunque reagiscono a ciò a cui questa competizione sfrenata porta inevitabilmente: lo stress.

South Korean Test

Se i Cinesi sono abituati a una vita dura e quindi riescono a reagire meglio allo stress, lo stesso non si può dire di Corea e Giappone, soprattutto quando si parla di giovani!

In Corea del Sud, che recentemente ha rubato il primato negativo del numero dei suicidi al Giappone, il suicidio è la principale forma di morte tra gli under 40.

La foto qui sopra fa vedere un gruppo di studenti e loro parenti che pregano per la buona sorte in vista del famigerato CSAT, ovvero il College Scholastic Aptitude Test.

Qui un link ad un video della Reuters in cui si spiega molto brevemente cosa significa il CSAT per uno studente Coreano.

In pratica, questo test (l’equivalente del Gaokao Cinese), è talmente importante che il Governo adotta le seguenti misure:

1) Blocchi del traffico per permettere agli studenti di arrivare in tempo;

2) per chi non ce la fa, la Polizia preleva gli studenti e li accompagna a scuola per farli arrivare in tempo;

3) Uffici Governativi aprono 1 ora in ritardo;

4) (questo ha dell’incredibile) gli aerei NON possono nè decollare nè atterrare per evitare che gli studenti stressati si distraggano!!!!!!!!!!!!!!!

Ora, se uno riporta queste considerazioni su un piano di produzione cinematografica, si capisce come mai la maggior parte dei film Coreani e Giapponesi sia di stampo Horror o comunque “gore” o “noir”….

E si capisce anche l’impegno del Governo con task force specializzate nel controllare blogs e social network al fine di cancellare eventuali posts incitanti al suicidio (con consigli pratici).

Davanti a tutto questo prometto di non lamentarmi più quando mi tocca vedere il solito film di propaganda anti-giapponese alla TV Cinese, perchè almeno i film di propaganda non riflettono una Società malata dove il minimo insuccesso, anche da giovanissimi, non può essere sopportato e porta al suicidio!

Se avete in mente un viaggio in Corea del Sud, mi raccomando controllate bene le date dei test di ammissione al college…..non vorrete mica arrivare in ritardo perchè l’aereo non può atterrare se no i poveri studenti ne risentono?

Non sia mai!

 

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Manovre militari

Le manovre militari non sono certo una novità, ogni esercito del mondo le conduce annualmente.

Certo però che di questi tempi di tensione politica tra i principali Paesi dell’Estremo Oriente (Cina, Giappone, Sud e Nord Corea), queste manovre andrebbero viste da un’angolazione diversa.

Vediamo quindi cosa stanno facendo i nostri amici orientali.

A Chinese People's Liberation Army (PLA) Navy fleet conducted the year's first open-sea training exercise in the West Pacific Ocean on Thursday morning after sailing through the Miyako Strait as scheduled, military sources revealed. (Xinhua/Li Yun)

Prima esercitazione in mare aperto per una flotta del PLA (People Liberation Army) Cinese nell’Oceano Pacifico Occidentale.

(Source: chinamil.com.cn)

Un reggimento missilistico mobile appartenente alla Marina Militare Cinese ha condotto un’esercitazione di lancio.

infographic for GMD system

Di rilevanza forse maggiore per quanto riguarda lo sviluppo di tecnologie militari, è sicuramente il secondo test, con esito positivo, di intercettazione di missili balistici a medio raggio.

The Y-20 takes off on its first test flight Sunday in Yanliang, Shaanxi Province. Photo: www.top81.cn

Infine, per quanto riguarda l’Aeronautica Militare Cinese, lo sviluppo del primo aereo cargo sicuramente servirà per incrementare la capacità di risposta ad emergenze interne, ma anche a trasporti di uomini e mezzi in caso di guerra, liberando il Governo dal peso di dover chiedere aiuto ai Russi.

E passiamo alla Corea del Sud:

South Korea launched its Korea Space Launch Vehicle-1 (KSVL-1), also known as Naro, at 4 p.m. local time from the Naro Space Center, located 480 kilometers south of Seoul, on Wednesday. (Xinhua) 

Qui sopra il lancio del KSVL-1 (Korean Space Launch Vehicle 1), sviluppato con tecnologia Russa. Implicazioni? Ovvie: se tutto andrà per il verso giusto, la Corea del Sud entrerebbe a pieno titolo nello Space Club e potrebbe quindi controllare più precisamente le mosse dei cugini del Nord, oltre che lanciare segnali a chiunque intendesse dar fastidio.

E il Giappone che fa?

Di certo non sta a guardare: da buon falco della perennemente al potere Destra Giapponese, il nostro amico Shinzo Abe ha dichiarato di voler modificare la Costituzione Pacifista imposta dagli USA al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Come biasimarlo: con la questione delle Diaoyu/Senkaku con la Cina, stesso problema con altre isolette con la Russia, stesso problema con altre isolette con la Corea del Sud….se aggiungiamo inoltre la continuazione del Programma Spaziale della Corea del Nord……

E noi invece che facciamo?

Stiamo a guardare: sperando che il nostro competentissimo governo non decida di acquistare i nuovi caccia F35, dato che esplodono in caso di contatto con un fulmine…..

Bah!

Numerologia e altre stranezze

Prendo spunto dal matrimonio di mia cognata e dalla nascita di un nipotino di mia moglie per parlare di……CABALA!

Ebbene si, i numeri in Cina sono estremamente importanti, così come anche i nomi. Ma partiamo dai numeri.

Ci sono sia quelli fortunati che quelli sfigati, e possono essere ancora più fortunati o sfigati a seconda delle combinazioni, quindi seguite bene se avete intenzione di giocarveli alla lotteria Cinese.

Numeri Tabù: 4 e 5

Numeri fortunati: 8 e 9

 

Facciamo qualche esempio pratico: il numero 4, pronuncia “si”, ha troppa assonanza con un altro “si” con altro accento che significa: morte!

 

Il numero 5 invece, pronuncia “wu”, soprattutto se ripetuto, somiglia a un lamento “wuuuuuuuu”.

 

 

Qui sicuramente hanno assunto il responsabile marketing sbagliato perchè, se è ovvio che le sigarette fanno male, chiamarle con un lamento, non credo che sia tanto saggio!

 

 

E qui si nota come non ci sia il 4° piano, ben sostituito dal 3A! Ovvio, in molti alberghi internazionali lussuosi se ne fregano di tutto questo, però nel 90% dei casi, non esiste il 4° piano.

 

Vediamo invece alcune combinazioni di numeri:

 

credo che il peggiore in assoluto possa essere il 514, che suonerebbe più o meno così: “wu yao si”, il che somiglia sinistramente a “wo yao si” che, tradotto, significa “voglio morire”!

 

Andiamo invece ai numeri fortunati:

 

8, pronuncia “ba”, è identificato con il successo;

 

9, pronuncia “jiu”, è identificato con la longevità.

 

Quindi non è raro vedere spot pubblicitari con tanti numeri 8. Mentre, per quanto riguarda il 9, è un numero perfetto per regalare fiori (rose mi raccomando) alla tua ragazza…..meglio se 999, in quanto viene inteso come numero infinito, e cioè che tu l’amerai per l’infinito!!!!!!

 

Ma perchè ho parlato di numeri in correlazione ad un matrimonio? Perchè nella stragrande maggioranza dei casi gli sposi non solo non possono decidere la lista degli invitati e non possono neanche astenersi dal brindare con le centinaia di persone invitate (dai suoceri), ma non possono neanche decidere il giorno del matrimonio, decisione anch’essa attribuita al capo famiglia (padre) il quale, consultando gli astri, decide se un giorno è fortunato o meno….

 

Ragazzi, la cultura tradizionale Cinese può essere di estremo interesse ma, parliamoci chiaro, essere estromessi in toto dall’organizzazione del proprio matrimonio, non poter decidere autonomamente che nome dare a proprio figlio e stare attenti alla numerologia, può rendere la tua vita Cinese estremamente complicata!

 

 

 

 

 

Che fare in Cina in tempi di Spring Festival

Premettendo che non è il periodo migliore per visitare la Cina, per via delle migrazioni (chun yun) che vedono migliaia di Cinesi prendere treni e aerei per tornare al paese natio (lao jia), e del fatto che molti negozi sono chiusi (ebbene si, chiudono anche da quelle parti), è comunque un’occasione per assistere all’esplosione di fuochi artificiali dinnanzi ai quali Napoli sbiancherebbe, e per assistere alle cosiddette Temple Fairs (miao hui).

Originalmente momenti di raccoglimento spirituale e di riti sacrificali, ai giorni d’oggi le Temple Fairs sono un po’ come il nostro Carnevale, senza carri.

Le Temple Fairs sono chiamate così perchè originariamente avevano luogo nelle adiacenze di templi (buddhisti/Taoisti). Ai giorni d’oggi queste fiere sono l’occasione di uscire di casa, assistere a rappresentazioni folcloristiche inerenti alla cultura locale, far giocare i bimbi e mangiare ogni schifezza possibile ed immaginabile (dagli squisiti spiedini, quelli mitici d’agnello di Pechino, allo zucchero filato passando per ogni tipo di spuntino.

File photo taken on March 19, 2004 shows a woman sells local snacks at a temple fair in Ruyang County, central China's Henan Province. Temple fair in central China area is an important social activity for local people. The ancient temple fairs in central China were ceremonious sacrificial rituals. As time goes by, the focus of temple fair activities has shifted from

Quindi, se siete così intrepidi da visitare la Cina durante questo periodo, andate a visitare una di queste fiere, ne vale la pena….

Si avvicina lo Spring Festival….che la migrazione abbia inizio!

Quest’anno il 9 Febbraio 2013 marca l’inizio dell’Anno del Serpente che, ho saputo da fonti molto credibili, è un segno un po’ particolare.

Come nel nostro zodiaco, ogni segno Cinese (corrispondente ad animali), ha un suo significato, solo che in Cina tengono in considerazione un segno per anno, non come noi. Insomma, a detta di fonti attendibili, fare qualcosa di importante nell’Anno del Serpente, non è una buona idea….ecco perchè mia cognata ha dovuto anticipare il matrimonio e io non posso presenziarvi….che stress queste superstizioni!

Comunque, l’obiettivo di questo post è di parlare brevemente di quel fenomeno migratorio di massa che ha luogo ogni anno con l’approssimarsi del Capodanno Cinese.

Sopra e sotto alcune immagini della ressa presso le Stazioni ferroviarie in attesa di comprare il biglietto e/o di imbarcarsi.

Incredibile eh?

Grazie al cielo, e alla tecnologia, ora è possibile comprare i biglietti online su un sito web approvato dall’Ente delle Ferrovie. Ma come letto in un editoriale molto interessante del Global Times che potete leggere in Inglese qui, questa possibilità svanisce molto in fretta, data l’affluenza; quindi….tutti al freddo e sotto la pioggia ed il gelo per comprare un biglietto (nota bene, solo 5 giorni prima è possibile prenotare un biglietto ferroviario).

Sui treni Cinesi si viaggia ancora su 3 classi, non calcolando i posti in piedi senza diritto al posto a sedere! Ovvio che la scelta di tutti, o almeno di chi è in ristrettezze, ricade sui cosiddetti “Hard-bed”, poi sui “Soft-bed” e in ultimo sui “High Level Soft Bed”, i quali costano quasi quanto l’aereo a tariffa piena!

Devo ammettere che, nei miei anni di permanenza in Cina, non ho mai effettuato un viaggio in treno più lungo di 2 ore, ma so da fonti di prima mano che è un’esperienza indimenticabile: soprattutto nelle lunghe distanze (e quando dico lunghe intendo anche 36/48 ore), si formano dei legami con persone con cui non si sarebbe mai scambiata una parola in circostanze normali. Viaggiando nelle classi seconda e terza, capita di trovarsi accanto famiglie migranti, con ogni tipo di sacco contenente cibo, bevande, vestiario (un po’ come da noi negli Anni’50).

E’ incredibile vedere questo ammasso di gente aspettare più o meno disciplinatamente l’apertura delle porte d’ingresso ai binari: si assiste a delle scene di svenimenti, urla, furti, gioia, impazienza. Con l’aereo non è la stessa cosa, in un attimo (attimo che può durare anche più di 4 ore da una parte all’altra della Cina) sei a destinazione.

Qui un link ad una galleria fotografica da cui è tratta la foto qua sopra.

Insomma, per concludere, un po’ come il pellegrinaggio alla Mecca per i musulmani è una cosa da fare almeno una volta nella vita, pensate ai Cinesi che devono sopportare tutto questo una volta all’anno (per chi ha i soldi) o una ogni 2 anni circa (per chi non ne ha troppi)……Li ammiro. Io, le poche volte che dall’Italia parto per Pechino e da lì mi trasferisco nello Yunnan (Sud-Ovest Cina) per andare a trovare i miei suoceri, già esco di testa……

Eppure, è un’esperienza, quella del Chun Yun, che vorrei fare (in treno) e che sicuramente consiglio a tutti…..un viaggio così ti permette di vedere la Cina vera, non quella da cartolina propagandata dal Governo!

Buona migrazione a tutti!

Dell’inquinamento e di altri mali

Allora, non che il fatto che a Pechino c’è un brutto inquinamento sia una novità!

Certo è che livelli così alti non si vedevano da prima delle Olimpiadi del 2008, quando i cari leader decisero che non era bello presentarsi al mondo con una cappa di smog che ti fa venire il cancro anche se non fumi!

Mi ricordo ancora il primo giorno che misi piede in Cina: fu nel Febbraio del 2007, arrivai senza ben sapere cosa trovare, e fui stupito dal vedere una bella giornata di sole neanche tanto fredda!

Poi però mi dovetti ricredere, e la mia bella visitina alla clinica privata americana dove ero convenzionato, l’ho fatta anche io, insieme ai miei compagni di avventura!

Questa qua sopra è un’immagine che rappresenta, non dico al 100% ma quasi, l’inquinamento di Pechino. E dire che il Governo ha adottato delle misure volte a contrastare il fenomeno: dall’impedire alle moto di entrare entro la quarta circonvallazione, alle targhe alterne…

Purtroppo però, se non si cambia mentalità, non si va da nessuna parte: una volta a Pechino c’erano solo praticamente biciclette, tanto da ispirare il film “Le biciclette di Pechino”, poi però, a causa o grazie al benessere sempre crescente, ecco apparire le moto, le macchine, le “api”….

Il fatto che adesso per comprare una macchina in Cina bisogna partecipare ad un’asta per comprarsi la targa è sicuramente un passo in avanti, ma i Pechinesi ricchi sono sempre di più, e quindi, siamo da capo!

Che futuro vorrei per la mia amata Pechino?

Questo?

Questo?

Oppure questo?

No, nessuno di questi: io vorrei solo una Città dove d’inverno vecchi e bambini possono tranquillamente uscire di casa senza rischiare la morte sicura per livelli di PM 2.5 pari a 3 volte il livello di guardia dell’OMS.

Io voglio una Città dove vecchi e bambini possono tranquillamente uscire e giocare all’aquilone mentre i genitori sono al lavoro!

Infine una nota di folklore: sembra che qualcuno abbia coniato l’espressione “Beijing Cough” per descrivere quel particolare malessere che pervade le tue vie respiratorie a Pechino d’inverno. E che questo abbia fatto incazzare molti patrioti!

E che diavolo! Magari si potrebbe chiamare “China Cough”, certo è che la qualità dell’aria in molte aree della Cina, fa schifo!

 

La fine del Chinglish?

Il “Chinglish”, traduzione bizzarra troppo letterale dal Cinese all’Inglese, è un fenomeno con cui chiunque si sia recato in Cina si è scontrato.

Sono soprattutto insegne di negozi o, ancora meglio, i menù di certi ristoranti a proporre traduzioni di piatti fantasiose.

Capita però di trovare anche cartelli stradali del tipo “non calpestare l’erba” o cartelli nelle metropolitane che ti fanno sorridere.

Ora che la Cina sta sempre di più modernizzandosi e occidentalizzandosi (non che uno sia sinonimo dell’altro), almeno a Pechino si rischia di veder scomparire questo tipo di cartelli. Da una parte. ovviamente, almeno per quanto riguarda i negozi, è un sollievo per i visitatori non abituati ad interpretare i messaggi subliminali della traslitterazione dal Cinese all’Inglese. D’altra parte però, è un peccato! Prima di tutto perchè si cancella un’altra parte caratterizzante del folclore cinese, e poi perchè è come pulire il pavimento buttando la polvere sotto il tappeto.

Infatti, se un viaggiatore può aspettarsi di non riuscire a comunicare completamente entrando in un negozio o in un ristorante con un’insegna o un menù chinglish, se invece lo trova in corretto Inglese? Ragionevolmente si aspetta di poter comunicare…ed ecco che si becca una bella delusione!

Se questa è la globalizzazione…..ne farei volentieri a meno! Viva le differenze!

Venti di Guerra

http://www.scmp.com/news/china/article/1125765/china-launches-fighters-amid-japan-dispute

Venti di guerra all’orizzonte. Cina e Giappone sono ai ferri corti.

La questione è quella delle Isole che i Giapponesi chiamano Senkaku, e che i Cinesi chiamano invece Diaoyu.

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8 isolette apparentemente insignificanti, ma che da Settembre stanno mettendo a dura prova i nervi delle cancellerie dei 2 Paesi. La questione è a dir poco annosa: tutto risale al 1895, quando il Giappone decise di incorporare le Isole secondo il principio di diritto internazionale delle “terrae nullius”.

http://temi.repubblica.it/limes/isole-senkaku-scenari-attuali-di-una-disputa-antica-tra-cina-e-giappone/41312

Il fatto non è tanto questo, infatti negli anni successivi, sotto il governo del Grande Timoniere Mao, la questione venne accantonata.

Ma le cose cambiarono lo scorso Settembre quando il Governo Giapponese decise di nazionalizzare 5 delle 8 Isole, facendole diventare ufficialmente parte del territorio nazionale.

A quanto pare gli eredi di un mercante Giapponese avevano la proprietà delle Isole ( e già qui ci sarebbe da discutere…), ed il Governo Centrale, per evitare che l’estremista governatore di Tokyo le usasse come oggetto di una campagna non proprio amichevole nei confronti della Cina, decise la nazionalizzazione.

Ovviamente la cosa non è piaciuta alla Cina, che da sempre ne rivendica la  sovranità (per ovvi motivi economici, le acque circostanti le Isole sono ricchi di pesci e di risorse naturali di cui la Cina ha fame).

A Settembre 2012, proprio quando il sottoscritto si trovava a Xi’an (centro nevralgico di ogni protesta violenta contro il Giappone), la decisione unilaterale di nazionalizzare le Isole, provocò proteste in tutta la Cina, con macchine giapponesi distrutte, negozi presi a sassate ed altre amichevolezze del genere!

L’assurdità della faccenda è che i proprietari delle auto giapponesi erano ovviamente Cinesi, i titolari dei ristoranti pure…Ma si sa…..”ubi maior, minor cessat”! La Ragion di Stato prevale sempre….

La polizia, di solito ferrea nei confronti dei manifestanti, guarda caso si atteneva al principio del “laissez faire….”.

Insomma, si vede che proprio i 2 Paesi non riescono a mettersi d’accordo (ma come potrebbero d’altra parte due nemici storici)….ed ecco che la Cina manda i primi pescherecci ed il Giappone le prime motovedette della Guardia Costiera. Ora è il momento dei Jet!

Il futuro? Nero si potrebbe dire…..o Rosso (di sangue).

Fatto sta che, credo, una guerra o perlomeno un confronto sia inevitabile.

Vincitori? Nessuno come sempre! Le guerre sono sempre per motivi economici ed il sangue  e la sofferenza è sempre del popolo.

 

Ipotesi di complotto

Ebbene si, siamo arrivati anche a questo: il recente e clamoroso caso di protesta dei giornalisti del 南方周末 (Nan Fang Zhou Mo o Southern Weekly), a detta di un memo dell’organismo centrale di propaganda, è opera di non meglio identificate forze ostili, per di più, straniere!

Grazie al cielo esiste Internet che, seppur fortemente controllato dal Great Firewall e da migliaia di poliziotti postali, è e rimarrà sempre uno strumento incontrollabile.

Il memo dice sostanzialmente questo:

1) Il Partito ha sempre il controllo dei media….non ne avevamo dubbi;

2) Il caro Compagno Tuo Zhen, capo della propaganda del Guangdong, non c’entra nulla nel caso del Southern Weekly;

3) E’ tutta colpa di forze straniere ostili!

Aggiungendo inoltre che, attualmente, in Cina, non esiste l’infrastruttura sociale per permettere la libertà di stampa!

“Beneat this mask there is more than flesh, beneath this mask there is an idea. Mr. Creedy, and ideas are bulletproof!”

Eh si, caro V, il tuo film avrebbe dovuto essere girato in Cina.

 

Dei delitti e delle pene

Perdonatemi questo titolo forse un po’ esagerato: ma la notizia ed il problema che vorrei affrontare oggi mi ha fatto venire in mente il titolo dell’Opera di Beccaria!

Quando si parla di bambini, in teoria non si dovrebbe dover parlare di delitti e di pene. Eppure, la storia che sta circolando sul web cinese, relativa ad una donna della Provincia Cinese dello Henan che ha adottato centinaia di bambini di strada, purtroppo porta a un “delitto” e alle “pene” necessarie.

La donna, nel corso degli anno, ha adottato parecchi bambini di strada, in questo modo sopperendo alle notorie lacune del Governo Cinese in materia ma, purtroppo, un incendio della natura ancora ignota, ha ucciso 7 bambini, ferito un altro, portato al ricovero della donna e a conseguenze giudiziarie, presumibilmente penali, per la stessa.

Se c’è un delitto, come la morte di 7 bambini, anche se colposo, è ovvio che ci debba essere una pena. Ma quello che non dovrebbe esserci è l’avvio della macchina della propaganda ipocrita governativa che lancia un’indagine a 360° sugli orfanotrofi privati, sulla loro sicurezza, lanciando addirittura accuse di “commercio” di bambini!

Se dovesse essere appurato da serie indagini che la donna si è macchiata di qualche crimine, è ovvio che va punita col massimo della pena, trattandosi di bambini. Ma quello che è sbagliato in questa storia (come in mille altre simili), è quanto sta dietro.

Dietro ci sta la totale carenza di norme a tutela di bambini di strada, dei figli dei “migrant workers” che non hanno il diritto a frequentare scuole pubbliche nelle zone dove lavorano i genitori, dei cosiddetti “bambini neri”, ovvero quelli che non sono registrati alla nascita dai genitori poveri per via delle leggi sul figlio unico e che quindi devono trascorrere la loro esistenza in un limbo.

Questo è sbagliato! Lo è ingannare l’opinione pubblica facendo credere che  si vuole cambiare qualcosa, quando in realtà, non si cambia nulla!

Quasi giornalmente si leggono nei media non ufficiali cinesi notizie di incidenti che coinvolgono bambini. Incidenti con scuolabus sovraccarichi guidati da neopatentati (settimana scorsa), rapimenti di neonati o meno per rivenderli a famiglie di regioni depresse (cosa che avviene anche con le donne) e via dicendo.

Forse è vero che ci vuole sempre il morto affinchè cambi qualcosa, ma ho paura che questi morti, come tanti altri, cadranno nell’oblio generale, e le loro morti saranno state vane.